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Bollicine

Gli spumanti fanno subito festa, non c’è dubbio! Per questo abbiamo selezionato le migliori bollicine Metodo Classico e Metodo Martinotti, capaci di farti svoltare la serata! Non perdere tempo, scopri subito l’e-commerce Signorvino, dove trovare in vendita grandi etichette blasonate e piccoli produttori dall’ottimo rapporto qualità-prezzo. Ti proponiamo gli spumanti che ci piacciono di più: sorprendenti nomi del panorama vinicolo italiano, che rendono grande il nostro Paese. Ci teniamo a rendere la tua vita briosa e frizzante!

Importanti regioni e denominazioni delle bollicine italiane

In tutto il Belpaese si producono meravigliose bollicine, che sanno dare brio ai momenti importanti, non solo a fine pasto, ma anche durante. Una bottiglia di bollicine, infatti, saprà accompagnarvi dall’aperitivo fino ai primi e i secondi di pesce, e, nella versione dolce, fino al dessert. Ci sono alcune denominazioni che negli anni sono diventate sinonimo di spumantistica di qualità: Franciacorta, Trento Doc, Oltrepò Pavese, Prosecco, Valdobbiadene, Prosecco Cartizze sono solo alcuni di questi grandi nomi. I vitigni più utilizzati nel Metodo Classico sono lo Chardonnay , il Pinot Nero e il Pinot Bianco, mentre la Glera è la varietà utilizzata per il Prosecco. Esistono poi una miriade di bollicine alternative (buonissime!), che vengono prodotte in territori emergenti da vitigni autoctoni italiani come il Negroamaro pugliese o la Turbiana, con cui si fa il Lugana spumantizzato. Insomma, c’è solo l’imbarazzo della scelta: la parola d’ordine in questo caso deve essere “curiosità”!

La produzione degli spumanti italiani

Le tecniche produttive spumantistiche si suddividono in due grandi categorie: Metodo Classico e Metodo Charmat (o Metodo Martinotti). Il Metodo Classico prevede una rifermentazione in bottiglia, come nel caso di Franciacorta, Trento e Oltrepò Pavese, mentre il Martinotti in autoclave, come per il Prosecco. La prima fase di produzione del Metodo Classico è la cuvée, ossia l’assemblaggio dei vini base, che sono già stati fermentati. Se l’assemblaggio è composto da almeno l’85% dei vini di una stessa annata si può riportare in etichetta il termine “millesimato” con l’anno di vendemmia. La cuvée viene messa in bottiglia con l’aggiunta di zuccheri e lieviti per fare partire la seconda fermentazione alcolica, che produrrà le tanto amate bollicine. Dopo che i lieviti hanno esaurito gli zuccheri, si procede al remuage, ossia alla quotidiana rotazione delle bottiglie su dei cavalletti (pupitre) o giro pallette, per fare defluire le fecce (lieviti esausti) fino al tappo.

Fasi di produzione

Il tempo di affinamento sui lieviti di uno spumante ne condiziona la complessità e il valore. Ogni disciplinare di produzione stabilisce di fatto il numero minimo di mesi sui lieviti, per fare rientrare un determinato prodotto nella denominazione. La sboccatura (o dégorgement), infine, serve per fare uscire dalla bottiglia il deposito delle fecce spinte fuori dalla pressione. In base alla tipologia dello spumante è possibile rabboccarlo solo con del vino, nel caso di un Dosaggio Zero, o con l’aggiunta di uno sciroppo zuccherino (liqueur d'expedition), che ne determini il dosaggio (Brut, Extra Brut, Extra Dry ecc.). Nel caso del Metodo Martinotti-Charmat la fermentazione avviene in grandi autoclavi, e il successivo tempo sui lieviti è molto rapido. Il prodotto che ne uscirà avrà caratteristiche di minore complessità rispetto a un metodo classico.

Abbinamenti con le bollicine

Relegati per troppo tempo a prodotti da aperitivo o da festa, gli spumanti italiani si sono ricavati, in questi ultimi anni, un importante posto nel consumo quotidiano degli appassionati. I Metodo Classico possono accompagnare un’intera cena, dall’antipasto ai secondi di carne: date inizio alle danze con un Franciacorta Satèn e dei finger food all’avocado e gamberi, per continuare con un Pas Dosé e delle meravigliose ostriche. Se amate il sushi potete abbinarci un Extra Brut, mentre con un Brut rosato da Pinot Nero andate su qualcosa di più complesso, come un opulento risotto con pasta di salame. Sul lato Prosecco si può andare da un semplice antipasto con salumi misti a preparazioni delicate a base di pesce e verdure. Avete solo l’imbarazzo della scelta: sperimentate!