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Lazio

Grazie al suo ricco patrimonio agricolo, il territorio eterogeneo e il clima mediterraneo, il Lazio è una delle regioni italiane più vocate alla viticoltura. Malgrado ciò, a causa di una produzione storicamente votata più alla quantità che alla qualità, la sua reputazione vitivinicola è sempre stata poco brillante e le uve del Lazio, per molto tempo, non hanno raggiunto il loro pieno potenziale. Fortunatamente, il panorama sta cambiando rapidamente, e l’ultima generazione di produttori sta ottenendo risultati molto promettenti grazie alla vasta gamma di climi e il numero sorprendente di vitigni autoctoni e internazionali. Prendiamo allora il cavatappi e prepariamoci a scoprire l’espressività dei vini del Lazio.

I MIGLIORI VINI DEL LAZIO

Il Lazio produce prevalentemente vini bianchi, per lo più da uvaggi della famiglia Malvasia e Trebbiano: Malvasia bianca di Candia, Malvasia Puntinata, Trebbiano Giallo, Trebbiano Toscano e Trebbiano del Lazio ma anche Bellone e Bombino bianco. Questi vitigni entrano nel blend di due dei vini laziali bianchi più apprezzati: il Frascati, denominato DOCG nella sua versione Superiore, e il leggero e fresco Est!Est!!Est!!! di Montefiascone.Nella provincia di Viterbo, inoltre, al confine con l’Umbria, si coltiva il Grechetto, uvaggio principale della DOC interregionale Orvieto. Il vitigno rosso più diffuso è l’internazionale Merlot, oltre a Montepulciano, Ciliegiolo, Cabernet Sauvignon e talvolta Barbera. Ma il vino rosso più caratteristico della regione è, senza dubbio, il Cesanese del Piglio DOCG, vino prodotto dall’omonimo vitigno autoctono che sta mostrando un potenziale entusiasmante.Tra i vini dolci laziali si trovano alcune produzioni di dimensioni ridotte ma di grande interesse, come il Cannellino di Frascati DOCG, l’Aleatico di Gradoli DOC e il Moscato di Terracina DOC..

STORIA DELLA VITICOLTURA NEL LAZIO

Come molte regioni vinicole italiane, la diffusione della vite nel Lazio risale all’antichità e ai suoi primi abitanti, gli Etruschi, che diffusero l'agricoltura in tutta l'Italia centrale. Le tradizioni vinicole furono poi portate avanti dagli antichi Romani, e, da allora, il vino è sempre stato presente sulle tavole della regione. Nonostante questa millenaria tradizione vinicola, per molti anni, certe politiche agricole e produttive inadeguate da parte dei viticoltori locali, troppo spesso interessati solo al facile guadagno, hanno lasciato questa regione al margine delle principali aree di interesse vinicolo in Italia. I vini del Lazio godevano di un'ampia diffusione sul mercato romano ma non riuscivano a uscire dai confini regionali e nazionali. Negli ultimi decenni, invece, un rinnovato interesse per le uve autoctone e la riscoperta delle tradizioni vinicole locali ha generato un nuovo fermento e oggi il Lazio è riuscito finalmente ad uscire dal suo luogo d’ombra e ad attirare le attenzioni degli esperti del settore e delle guide specializzate persino all’estero.

LE ZONE DI PRODUZIONE VINICOLA NEL LAZIO

La superficie vitata del Lazio si estende per circa 20.000ha distribuiti su un territorio eterogeneo. L’area dei Castelli Romani è la più produttiva della regione da un punto di vista quantitativo; qui l'azione mitigatrice dei laghi e l’abbondante presenza di potassio e fosforo del suolo vulcanico arricchisce i vini bianchi di profumi ed eleganza. Nella provincia di Viterbo, i vigneti sono distribuiti principalmente attorno alle sponde del lago di Bolsena dove si prediligono i bianchi leggeri a base di Trebbiano Toscano (localmente chiamato Procanico), e alcune uve internazionali come il Merlot. La pianura bonificata dell’Agro Pontino, nel sud della regione, è recentemente diventata lo scenario di alcuni progetti di rinnovamento e sperimentazione, che hanno portato all’inserimento di vitigni internazionali con eccellenti risultati.La parte costiera del Lazio è nota per i suoi vini Moscato (soprattutto il Moscato di Terracina), mentre nel Frusinate, si producono alcuni dei migliori vini rossi laziali, il Cesanese del Piglio DOCG, e le due DOC, Cesanese d'Affile e Cesanese di Olevano Romano.

I VINI LAZIALI PIÙ PREMIATI

Come accennato in precedenza, i vini del Lazio proseguono ormai da alcuni decenni il loro percorso qualitativo, e oggi, le trenta denominazioni di qualità regionali (27 DOC e 3 DOCG) possono essere considerate un punto di riferimento per il grande pubblico di consumatori. Ma anche al di fuori delle denominazioni, la produzione laziale è molto significativa. Basti pensare al Montiano Falesco, prodotto di punta della Famiglia Cotarella, acclamato sin dagli esordi come uno dei più grandi rossi italiani, un eccezionale Merlot che ormai da anni viene premiato con i Tre bicchieri del Gambero Rosso e i 5 grappoli Bibenda. Discorso analogo per i vini della cantina di Sergio Mottura, che dopo un intenso lavoro di modernizzazione cominciato negli anni ‘60, ha raggiunto ormai da anni la fama e i riconoscimenti meritati, in particolare con il Poggio della Costa. Altre etichette pluri-premiate, questa volta nella provincia di Roma, sono Poggio Le Volpi e Castel De Paolis, entrambe fortemente radicate nel territorio dei Castelli Romani