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Barbera

Il Barbera è il vitigno a bacca nera autoctono del Piemonte da cui viene prodotto, tra gli altri, il vino Barbera, uno fra i più diffusi vini rossi del Piemonte. Il vitigno Barbera copre circa il 30% del terreno vitato della regione, e si classifica anche fra più presenti sul territorio italiano. L’uva Barbera rappresenta la maggiore componente nell’uvaggio di vari vini, dei quali i più noti sono i vini DOCG Barbera d’Asti e DOC Barbera d’Alba, e addirittura la totalità dell’uvaggio del vino Nizza, la new entry nelle DOCG delle uve Barbera. Grazie alla grande diffusione del vitigno, il vino Barbera ha un forte legame col territorio e un rapporto di quotidianità coi suoi abitanti, da cui deriva la propria tipicità.

LA STORIA DELLA BARBERA: VINO SIMBOLO DEL PIEMONTE

Barbera è sicuramente un nome noto nel mondo dei vini italiani, ma si dice la Barbera o il Barbera? La corrente principale identifica il Barbera (maschile) con il vitigno e la Barbera (femminile) con il vino, ma c’è chi li inverte, e fonti autoritarie come la Treccani indicano entrambe le soluzioni accettabili. Maschile o femminile che si voglia, la lunga storia che rende unica la Barbera fra i vini del Piemonte resta la stessa. Originario del Monferrato, il vitigno Barbera è meno antico di altri, come il Nebbiolo, ma presente sul territorio probabilmente già dal Medioevo. Bisogna aspettare il 1512 per la prima attestazione certa: si tratta di un atto catastale del comune di Chieri. Con tutta probabilità, però, la grisa o grisola a cui si riferiva Pietro de’ Crescenzi nel suo Trattato dell’agricoltura (1304) era proprio l’uva Barbera. L’ufficialità arriva qualche secolo dopo, precisamente nel 1798, con il primo trattato di ampelografia dei vitigni piemontesi a cura dell’allora vicedirettore della Società Agraria di Torino, il conte Giuseppe Nuvolone-Pergamo. Il conte Nuvolone, infatti, inserisce il vitigno Barbera nell’elenco ufficiale delle varietà coltivate in Piemonte. In questi stessi anni la Barbera conquista le città circostanti e, in seguito alla costruzione della ferrovia verso il porto di Genova, oltrepassa i confini nazionali. Il Barbera è stato una grande risorsa nella ricostruzione dei vitigni piemontesi in seguito all’infezione di fillossera iniziata a fine Ottocento, per la sua grande adattabilità, l’alta concentrazione di zuccheri, la costanza di produzione, e la rusticità. Proprio quest’ultima caratterista sarebbe all’origine del nome di questo vitigno, secondo alcune fonti. Infatti, il dibattito etimologico vede da una parte chi ne attribuisce l’origine al latino medievale barberus (rude, aggressivo), a causa del carattere forte del vino che si ricava dal vitigno Barbera. Altri, invece, fanno risalire il nome al vinum berberis, un succo di bacche fermentate proveniente da oltralpe e diffusosi nell’area piemontese a partire dal tardo Medioevo.

CARATTERISTICHE DELLA BARBERA

A lungo considerato rustico e diffuso sul mercato come prodotto da osteria, il vino Barbera ha visto un rilancio di immagine nella seconda metà del secolo scorso, con la creazione del ​​Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato nel 1946, e un’accelerazione specialmente a partire dagli anni Ottanta. Il vitigno Barbera è particolarmente versatile, capace di dare origine a vati tipi di vino, come Barbera frizzante, fermo, e moscato. La Barbera è un vino che si presta a essere bevuto in gioventù, ma anche all’invecchiamento. La tipologia superiore, per esempio, grazie al passaggio in legno per almeno 6 mesi, permette di arrotondare l’iniziale acidità e spigolosità per ottenere un vino più speziato e arrotondato. La gradazione del vino Barbera non è mai inferiore ai 12 gradi, con punte che toccano i 15° in caso di invecchiamento. Nonostante ciò, la struttura stessa della Barbera ne maschera l’alta gradazione, rendendola sempre piacevole da bere. Il vino ottenuto dal vitigno Barbera ha un colore rosso inteso; al palato risulta floreale, speziato e corposo. Le caratteristiche dei vini che contengono una grande percentuale di Barbera nell’uvaggio, però, variano moltissimo a seconda dei casi. Infatti, essendo un vitigno fertile, adattabile e produttivo, è molto diffuso sul suolo italiano, e anche su quello internazionale. Il Barbera è per questo alla base di vari vini, non solo vini rossi del Piemonte, ma anche di Lombardia, Emilia-Romagna, Liguria, e Valle d’Aosta.

BARBERA D’ASTI E BARBERA D’ALBA: DIFFERENZE

La prima differenza fra la Barbera d’Asti e la Barbera d’Alba sta nel nome: mentre la prima viene dall’astigiano, la Barbera d’Alba viene prodotta nelle Langhe, la cui fama viene generalmente offuscata dai più noti vini Barolo e Barbaresco. La seconda differenza sta nella denominazione: la Barbera d’Alba è un vino DOC, mentre la Barbera d’Asti ha ottenuto la DOCG nel 2008. Nel 2016, la famiglia della Barbera d’Asti si è allargata con l’ottenimento della DOCG da parte della Barbera d’Asti superiore Nizza – o, più semplicemente, Nizza. Mentre la Barbera d’Alba contiene un minimo di 85% di uve Barbera, in concorrenza con il nebbiolo fino a un massimo del 15%, la Barbera d’Asti ha un disciplinare più rigido. Infatti, deve contenere almeno il 90% di uve Barbera, in concorrenza con fino a un massimo del 10% di altri vitigni a bacca nera piemontesi non aromatici, come Dolcetto, Freisa e Grignolino. Il disciplinare più rigido, però, è quello del Nizza, vino costituito da un uvaggio Barbera in purezza. Il Barbera d’Alba presenta un colore intenso, un basso livello di tannini e una marcata acidità. Il Barbera d’Asti, invece, è un vino più vivace, dal colore rubino tendente al granato con l’invecchiamento, e presenta note di frutti rossi che tendono allo speziato nel caso di passaggio in botte.

LA VERSATILITÀ DEL VINO BARBERA: ABBINAMENTI POSSIBILI

Data la versatilità del vitigno e le diverse caratteristiche dei vini con uvaggio a base di Barbera, gli abbinamenti potenziali con la Barbera sono molteplici. Nel caso di vino giovane, snello e leggero, la Barbera è un’ottima idea per un vino da aperitivo. Si sposa benissimo con l’antipasto suo conterraneo per eccellenza, il vitello tonnato, o vitel toné in piemontese, ma è particolarmente adatta anche a taglieri di salumi e formaggi. In generale, si tratta di un vino da tutto pasto nelle sue versioni giovani, abbinabile a diversi piatti con grande facilità, anche nella versione di Barbera frizzante. In caso di tipologia superiore e, quindi, di passaggio in botte, abbiamo un vino più corposo da poter abbinare a piatti più decisi e adatto a pasti più strutturati, come il pranzo della domenica. Ancora una volta, un abbinamento perfetto arriva non a caso dallo stesso territorio di produzione della Barbera. La Barbera superiore, infatti, si sposa benissimo con un’altra icona piemontese, la bagna cauda. Piatti dai sapori intensi come selvaggina di piuma o di pelo, ma anche formaggi, specialmente se erborinati o stagionati, sono particolarmente adatti legarsi ai sapori della Barbera superiore.