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Valle d'Aosta

LA STORIA DEI VINI DELLA VALLE D’AOSTA

La storia della produzione vinicola in Valle d’Aosta inizia nell’età del Bronzo, secondo i reperti archeologici rinvenuti. A partire dal VII secolo AC, è stata la popolazione celtica dei Salassi, che abitava il Canavese e la valle della Dora Baltea, a incrementare la produzione vinicola, importando tecniche e strumenti quali le botti di legno. I Romani specializzarono ulteriormente la produzione dal I secolo DC, con strumenti avanzati come torchi e tini. La viticoltura nella zona ha prosperato durante il Medioevo e oltre, ma ha subito un arresto durante le epidemie di peste del Seicento prima e, in seguito, a causa dell’epidemia di fillossera a fine Ottocento. Si deve attenere la metà del Ventesimo secolo perché la Valle d’Aosta torni a sfruttare pienamente il proprio potenziale vinicolo. Infatti, risale a quell’epoca la fondazione dell’École Pratique d’Agriculture (poi Institut Agricole Régional dal 1982), che, grazie a nuove tecniche di coltivazione, ha potuto concentrarsi sulla qualità più che sulla quantità della produzione. Infatti, se comparato all’epoca napoleonica, quando si estendeva per circa 3000 ettari, il terreno vitato oggi è drasticamente ridotto, e ammonta a circa 400 ettari. Con una superficie così ridotta, una produttività elevata è impossibile, e la qualità della produzione diventa la soluzione migliore per sfruttarne a pieno le potenzialità. L’École Pratique d’Agriculture ha anche contribuito all’importazione di vitigni internazionali a titolo sperimentale, per dimostrare l’attitudine del terroir a una viticoltura di qualità, operazione che ha avuto ottimi risultati, importando con successo vitigni come Chardonnay e Müller Thurgau. Risale agli anni Settanta la nascita delle cantine cooperative, molto diffuse nella regione, che tutt’oggi hanno un ruolo fondamentale nella trasformazione delle uve e nella diffusione del vino della Valle d’Aosta. Oggi, si producono in Valle d’Aosta circa 20.000 ettolitri di vino l’anno, 60% rosso e 40% bianco, su un terreno al 60% montano, al 35% collinare e al 5% pianeggiante. La regione conta soltanto una DOC, la Valle d’Aosta o Vallée d’Aoste DOC, che si divide in sette sottozone.

I VINI TIPICI DELLA VALLE D’AOSTA

I vini prodotti in Valle d’Aosta sono molti, ma se ne contano alcuni che possiamo davvero definire tipici. I primi fra i vini più caratteristici della regione sono i vini rossi valdostani prodotti con uve Petit Rouge, il vitigno a bacca nera più diffuso nella regione, e probabilmente uno dei pochi vitigni autoctoni. I vini prodotti con queste uve, come il Valle d’Aosta DOC sottozona Enfer d’Arvier o sottozona Torrette, sono vini dal colore rosso violaceo e dal profumo molto intenso, con note di mirtillo, lampone, viola e rosa canina, caldi e tannici al palato. Un altro vitigno a bacca nera iconico della regione è il Fumin, così chiamato per via del profumo affumicato dei vini che si ricavano dalle sue uve. Questi vini, come il Valle d’Aosta Fumin DOC, sono di colore rosso rubino, al palato molto speziati, erbacei e tannici. Una specialità della Valle d’Aosta sono sicuramente i vin de glace (vini del ghiaccio) da dessert e da meditazione. Per produrli, si lascia appassire il grappolo sotto la neve finché la temperatura tocca i 7-10 gradi sotto zero. A quel punto, si selezionano e si raccolgono di notte soltanto gli acini più maturi e se ne producono vini unici e pregiati.

GLI SPUMANTI DELLA VALLE D’AOSTA

Se si pensa agli spumanti della Valle d’Aosta, non si può non partire dal vitigno a bacca bianca autoctono che è alla base dei migliori spumanti valdostani, il Prié Blanc. Si tratta di una delle poche varietà locali sopravvissute alla fillossera, che a Morgex e La Salle si è adattata a condizioni quasi impossibili per la coltivazione della vite. Sono qui le vigne più alte d’Europa, arrampicate tra rocce e muretti a secco, in quello che è l’esempio perfetto di viticoltura eroica, cioè svolta in condizioni estreme. Da questo vitigno, si ottengono varie tipologie di vino, fra le quali spiccano gli spumanti metodo classico. Fra questi, il più importante è il Blanc de Morgex et de la Salle Spumante. È uno spumante dal colore giallo paglierino, molto luminoso, dal perlage fine e persistente. Ha un profumo intenso ma delicato, con richiami fruttati e floreali, a tratti agrumati. Ha una struttura molto armonica al palato, un gusto fresco e pieno, e un sottotono minerale, tipico dei vini della regione. Fra i vari produttori, si distingue la cantina Cave Mont Blanc, che produce una piccola riserva di spumante metodo classico a oltre 2000 metri di altitudine, con caratteristiche uniche. Il Blanc de Morgex et de la Salle Spumante è un’ottima bollicina da portare a un aperitivo fra amici, per proporre un vino ricercato che saprà adattarsi ai gusti di tutti.

CHARDONNAY: UN’ECCELLENZA DELLA VALLE D’AOSTA

Nonostante il rosso abbia più volume di produzione, il vino bianco della Valle d’Aosta raggiunge una qualità eccellente. La denominazione Valle d’Aosta o Vallée d’Aoste DOC prevede, fra le sue tipologie, il vino Valle d’Aosta o Vallée d’Aoste DOC Chardonnay. Si tratta di un vino prodotto con almeno l’85% di uve Chardonnay, introdotte nella regione negli anni Ottanta del secolo scorso. Lo Chardonnay valdostano ha delle caratteristiche organolettiche particolari: è un vino dal colore giallo paglierino e dall’odore fruttato e intenso. Si tratta di un vino che, affinato per cinque mesi, raggiunge un gusto sapido, fresco e di medio corpo. Fra le molteplici cantine della Valle d'Aosta che producono oggi Chardonnay, spicca la cantina Les Crêtes. Lo Chardonnay prodotto da questa azienda si distingue per eleganza e delicatezza, e vi farà fare un’ottima figura come vino bianco per una cena romantica, specialmente se abbinato a carni bianche o piatti vegetariani.