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Etna Rosso

Dall’alto dei suoi 3.357 metri, il monte Etna è il vulcano attivo più alto d’Europa e inestimabile patrimonio dell’UNESCO. E non solo: è anche una delle più prestigiose zone di produzione vinicole della Sicilia, che comprende 20 comuni pedemontani a nord di Catania. Istituita nel 1968, la DOC Etna è la più antica della regione, e di una delle più antiche d’Italia. Vino secco, caldo, robusto e pieno, dal colore rosso rubino intenso, l’Etna Rosso è uno dei gioielli della Sicilia, ampiamente apprezzato in Italia e affermato anche all’estero.

LA STORIA DELL’ETNA ROSSO

La storia dei vini dell’Etna – Etna Rosso, Etna Bianco, ed Etna Rosato – ha inizio in un tempo remoto. Nonostante si dica che siano stati i Greci a portare la vite in Sicilia, i resti risalenti all’epoca dei Fenici confermano la diffusione della pianta sul suolo dell’isola prima della conquista greca. Sicuramente i Greci, grazie all’importazione di strumenti, tecnologie e tecniche di coltivazione più avanzate, fra cui il tradizionale sistema ‘ad alberello’, hanno migliorato la produzione di vino nella zona dell’Etna. La storia della viticoltura dell’Etna prosegue a ritmo intenso fino a toccare il culmine nel 1848. In quell’anno, infatti, la superficie vitata dell’Etna corrispondeva a oltre 25.000 ettari – immensa, se confrontata con i poco più di mille ettari vitati che si contano oggi nella stessa zona. L’abbandono delle vigne è stato una conseguenza delle frequenti eruzioni, della difficoltà della viticoltura, ma soprattutto della fillossera, l’insetto provenuto dal continente americano che ha sconvolto l’area fra metà Ottocento e inizio Novecento, e ha danneggiato più dell’80% delle vigne europee. Nonostante la gravissima epidemia, alcuni vitigni dell’Etna riuscirono a sopravvivere, probabilmente grazie alla posizione e alle temperature. A inizio Novecento, però, i vini siciliani venivano ancora utilizzati soprattutto per tagliare i più prestigiosi vini francesi e piemontesi, a causa della loro forte gradazione alcolica. È nella seconda metà del Novecento che, finalmente, è iniziato il momento d’oro per i Vini della Sicilia, primo fra tutti il Nero d’Avola, e seguito a breve distanza dall’Etna Rosso. Nonostante sia la più antica DOC della Sicilia, la fortuna dell’Etna Rosso è abbastanza recente, e si è intensificata soprattutto a partire dagli anni Novanta. Oggi, sulle pendici della ‘muntagna’ – l’affettuoso appellativo con il quale i siciliani identificano l’Etna –, si contano quasi 150 cantine che producono vini di ottima qualità.

CARATTERISTICHE DEL VINO ETNA ROSSO

L’Etna è un ecosistema unico, al quale ci si riferisce spesso come “isola nell’isola” . Infatti, sono le caratteristiche peculiari del territorio che rendono l’Etna Rosso unico fra i Vini rossi della Sicilia. Il vero segreto della qualità del vino Etna Rosso è il suolo di carattere vulcanico, ciottoloso e ghiaioso o sabbioso e cinereo, insieme all’età dei vigneti, alcuni più che centenari, e alle escursioni termiche, che raggiungono fino ai 25/30 gradi fra il giorno e la notte. Queste caratteristiche danno al Nerello Mascalese – il vitigno principale nella DOC Etna Rosso – grande mineralità e spiccata eleganza. L’Etna Rosso, prodotto con almeno l’80% di uve Nerello Mascalese e Nerello Cappuccio, è un vino dal colore rosso rubino, intenso e caratteristico al naso, corposo e armonico al palato. L’Etna Rosso ha una concentrazione alcolica che si aggira intorno ai 12,5 gradi e una temperatura ottimale di servizio che oscilla fra i 18 e i 20 gradi. Il pregiato Etna Rosso Riserva DOC prevede un invecchiamento di 4 anni, di cui almeno 12 mesi di affinamento in legno.

NERELLO MASCALESE: IL PRINCIPE DELL’ETNA

Da disciplinare, il vino Etna Rosso DOC – ma anche l’Etna Rosato DOC e l’Etna Spumante DOC – è prodotto con la maggioranza di uve Nerello Mascalese, il vitigno a bacca nera principe dell’Etna. Il Nerello Mascalese è un vitigno autoctono della zona, proveniente dalla Contea di Mascali. Si tratta di un vitigno difficile, che trova il suo habitat di elezione sull’Etna e fatica a prosperare altrove. Per questa sua sensibilità al territorio, e anche all’annata, viene spesso paragonato al al Pinot Nero, ma anche al Nebbiolo per la sua maturazione tardiva. Si tratta di un vitigno tradizionalmente coltivato ad alberello, anche se il più diffuso metodo di allevamento oggi è il cordone speronato, che garantisce una resa più alta. Il vitigno presenta grappoli cilindrici allungati e mediamente compatti, con acini dalla buccia spessa, di medie dimensioni e di colore rosso molto chiaro. La sua pianta ha un germogliamento medio, verso la terza settimana di marzo, e le sue uve maturano tardi, fra la seconda e la terza settimana di ottobre. I vini prodotti con il Nerello Mascalese, primo fra tutti l’Etna Rosso, hanno una gradazione alcolica abbastanza elevata e una spiccata predisposizione all’invecchiamento.

COME ABBINARE IL VINO ETNA ROSSO

Il volume alcolico abbastanza elevato fa dell’Etna Rosso un vino da abbinamenti robusti e sostanziosi. Si tratta di un ottimo vino rosso da pranzo della domenica, perfetto per pasta – possibilmente pasta all’uovo fatta in casa – condita con sughi di carne, ma anche lasagne e carne alla griglia. Per chi non rinuncia a un vino di carattere anche per un aperitivo fra amici, l’Etna Rosso sarà ideale se abbinato a formaggi stagionati o sottoli, come i pomodori secchi o peperoni. Se si preferisce il gusto intenso dell’Etna Rosso Riserva DOC, allora gli abbinamenti perfetti sono quelli con funghi, tartufo e cacciagione, ma anche la salsiccia di suino nero. L’Etna Rosso è un vino particolarmente legato al proprio territorio. Per questo, per quanto versatile, trova i suoi abbinamenti ideali nei sapori e nelle ricette tipiche della Sicilia, prima fra tutte la caponata siciliana, ma anche le braciole alla messinese.