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Moscato

CENNI STORICI E CARATTERISTICHE DEL MOSCATO BIANCO

Il Moscato bianco è uno dei vitigni più antichi al mondo. Le testimonianze ne confermano la presenza ai tempi degli antichi Greci e Romani, ma i più recenti studi ampelografici ipotizzano che si tratti di una delle prime uve coltivate dall'uomo, una sorta di antenato di tutti i vitigni che conosciamo oggi. Le prime fonti scritte riguardo la sua diffusione in Piemonte, suo habitat prediletto, risalgono al Trecento, e sono legate alla zona di Canelli, dove sono stati rinvenuti alcuni documenti che citano espressamente il ‘Muscatellum vinum’. I vini prodotti con le uve del vitigno Moscato Bianco si presentano con un colore giallo paglierino, a volte con riflessi dorati; il profumo è intenso, composto da note floreali e molto fruttate, con slanci verso la frutta essiccata. Gli aromi più peculiari sono il muschio, la pesca e la salvia, ma non mancano sentori di miele, glicine e agrumi. Al palato si traduce in un vino compatto, leggero, elegante e di buona acidità, con una mineralità leggermente accennata.

ZONE DI PRODUZIONE

Il Moscato Bianco è un’uva aromatica molto diffusa su tutta la penisola, basti pensare che viene menzionato nei disciplinari di oltre 80 denominazioni, dalla Valle d’Aosta alla Sicilia. È il quarto vitigno a bacca bianca italiano per zona viticola, ed è conosciuto con vari nomi regionali, inclusi Moscadello di Montalcino, Moscato di Canelli, di Trani, di Siracusa, e di Sorso Sennori. In Piemonte il Moscato Bianco è il vitigno più coltivato, e trova la sua massima concentrazione nelle province di Asti, Cuneo e Alessandria, dove si producono due dei suoi vini più noti e esportati. In Trentino-Alto Adige, grazie all’escursione termica notturna che favorisce una vibrante nota acida e minerale, si producono ottimi esempi di vino Moscato Bianco secco. Tra i vini dolci va citato il Moscato di Trani, prodotto in Puglia da vendemmia tardiva; un vino denso, molto dolce e speziato, che matura anche in legno, addolcito da aromi floreali e muschiati.

IL VITIGNO MOSCATO BIANCO

Il vitigno Moscato Bianco predilige i suoli calcarei e asciutti con bassa presenza di argilla, come quelli delle Langhe e del Monferrato. Ha una buona resistenza al freddo e anche alla siccità, e ama le zone ventilate dove l’umidità è bassa. Dà buone rese e, a maturità, è caratterizzato da un elevato contenuto zuccherino, che lo rende ideale per la produzione di vini dolci naturali. Appartiene alla grande famiglia dei moscati, il cui nome deriva da “muscum” - muschio, aroma caratteristico che si ritrova nell’uva. Il Moscato Bianco è un vitigno molto versatile, la cui vinificazione può essere divisa in tre grandi categorie: vini secchi e aromatici, freschi e beverini; vini dolci frizzanti e, infine, passiti. Ma è nelle versioni dolci che ritrova la sua più famosa coniugazione. Questi vini vanno serviti e bevuti freddi, ad una temperatura di 8-10°C in ampi calici, per permettere ai profumi di sprigionarsi e inebriare il naso.

GLI ABBINAMENTI GASTRONOMICI

Gli abbinamenti gastronomici con il vino Moscato Bianco sono molteplici. Per esempio, il sapore e la freschezza delle versioni secche lo rendono un partner ideale per la cucina orientale a base di pesce, crostacei o carni bianche. Il Moscato d'Asti, grazie ai suoi delicati sentori aromatici e alla sua bassa gradazione alcolica, è il compagno perfetto per un brunch o per le crostate di frutta, mentre la dolcezza di un Asti Spumante lo rende particolarmente adatto come aperitivo, o in abbinamento a cibi piccanti come il curry di granchio tailandese o le ali di pollo piccanti in stile Cajun. La delicata dolcezza di questi vini può inoltre contrastare elegantemente il sapore ricco e definito dei formaggi erborinati o del fegato d’oca. Infine, i vini dolci, passiti e liquorosi si sposano una grande varietà di dessert: dal crème caramel ai dolci a base di pistacchio, dal panettone alle torte al cioccolato, dai dolci alla nocciola alle frittelle.