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Lambrusco

Storia e territorio

Il Lambrusco risale al tempo degli antichi romani anche se gli Etruschi furono probabilmente i primi a coltivarlo in Pianura Padana. Catone, Varrone, Plinio il Vecchio scrissero riguardo a questo vitigno che in origine era selvatico e fu poi domesticato. Storicamente questo vino è originario di Modena e Reggio Emilia, ma si è diffuso anche a Parma, Mantova, Bologna, Ferrara, Cremona, Treviso e Rovigo. Alcuni vitigni di Lambrusco si possono trovare anche in Puglia. La provincia di Modena, però, è quella che rimane più estesa e la sua viticoltura è tra le più antiche dell’Emilia-Romagna. In questo territorio si coltivano ben quattro tipologie di Lambrusco, ovvero il Salamino Santa Croce, il Sorbara, il Grasparossa e il Lambrusco di Modena.

Uve e tipologie

Le uve usate per la produzione di questo vino rosso sono classificate in base a 10 vitigni diversi. Tra le varietà principali ci sono il Lambrusco di Sorbara, il Lambrusco Salamino e il Lambrusco Grasparossa. Il Lambrusco di Sorbara DOC è composto da una quantità minima del 60% di Lambrusco di Sorbara e da un massimo del 40% di Lambrusco Salamino. Il Grasparossa DOC è composto da Lambrusco Grasparossa all’85% più altre varietà di Lambruschi in percentuali variabili. Infine, il Lambrusco Salamino di Santa Croce è composto al 90% di Lambrusco Salamino più l’aggiunta di altre varietà di Lambruschi. Accanto ai vini rossi, esistono anche i Lambruschi rosati frizzanti composti da un minimo dell’85% di Lambruschi, più una bassa percentuale di altri vitigni.

Caratteristiche organolettiche

Vediamo ora le caratteristiche organolettiche di questo vino rosso emiliano. Il Lambrusco di Sorbara è più leggero rispetto ai lambruschi modenesi ed ha un colore più chiaro, di un rosato acceso. I suoi profumi sono delicati con sentori di pompelmo e melograno, il suo sapore è secco, con una freschezza intensa. Il Lambrusco Grasparossa presenta un colore rosso rubino intenso con riflessi violacei. Al naso pare fruttato, con sentori di bacche rosse e floreali. Più corposo degli altri lambruschi, ha un gusto pieno ma bilanciato da una buona acidità. Il Lambrusco Salamino è una via di mezzo tra quello di Sorbara e il Grasparossa. Il suo colore è intenso, i suoi profumi fruttati e floreali sono freschi e pieni. Al palato risulta molto equilibrato, con buona acidità e tannicità. I rosati prevedono un colore rosa cerasuolo, e sono caratterizzati da una fragranza floreale e fruttata. Al palato risultano sapidi.

Abbinamenti

Il Lambrusco è un vino molto versatile a tavola, che si può consumare ogni giorno, grazie alla sua naturalezza e alle sue diverse tipologie. Il Sorbara è ottimo con formaggi, salumi, tortellini, lasagne e bolliti di carne. Alcuni suggeriscono il suo abbinamento con specialità di pesce, tra cui anche il sushi. Con un Grasparossa, invece, provate secondi piatti a base di carne e salumi emiliani come culatello, prosciutto e spalla cotta. Se invece preferite i primi piatti, abbinatelo a pasta al ragù, tortellini in brodo, passatelli e cappellacci. Il Salamino, invece, si abbina divinamente a formaggi stagionati, gnocco fritto e crescentine ma anche a cotechino e lenticchie. Le versioni amabili di queste tipologie di Lambrusco possono accompagnare i dessert tipici modenesi, quali la torta Barozzi, le frappe di Carnevale e la ciambella reggiana. Infine, i vini rosè sono ottimi se abbinati ai piatti tipici emiliani, agli antipasti ma soprattutto agli aperitivi.