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Sardegna

La Sardegna è una regione magica, tra mare cristallino e terra selvaggia, dove ogni vino rappresenta perfettamente il terroir da cui nasce. Con questa selezione vogliamo portarti in viaggio con noi, alla scoperta dei migliori vini rossi sardi. Rimarrai stupito dalle cantine scelte da Signorvino, grandi e piccole perle enologiche, che sanno regalare incredibili emozioni, sia per la qualità di produzione, che per la loro storia. Scopri il nostro e-commerce e acquista online: la Sardegna è già nel bicchiere, tu devi solo assaporarla!

I migliori vini rossi della Sardegna

“La Sardegna, con i suoi spazi immensi e deserti, con i suoi altipiani rocciosi e tutti insieme sollevati in massa sul mare, non è pittoresca: è pittorica”. Il grande Mario Soldati, tra le figure più importanti del Novecento, parla in questi termini della Sardegna nella sua guida enologica “Vino al vino”. Come dargli torto? Il suo territorio vinicolo è tra i più complessi, antichi e vocati della penisola, un crogiuolo di vitigni, sia bianchi che rossi, denominazioni e terroir diversi. Tra i vini rossi della Sardegna più famosi non possiamo che ricordare il Cannonau, il Carignano del Sulcis e il Monica. È certamente il vino rosso più noto e iconico della Sardegna, il Cannonau, presente sia in regione che in Spagna e Francia, dove lo si conosce come Garnacha e Grenache. Secondo gli ultimi studi il Cannonau è presente in regione da oltre 3000 anni, come hanno testimoniato i ritrovamenti di suoi vinaccioli in anfore di terracotta. La denominazione principale è Cannonau di Sardegna DOC (Denominazione di Origine Controllata), prodotta nelle province di Cagliari, Nuovo, Oristano e Sassari. Secondo il disciplinare di produzione il vino necessita di un minimo di 1 anni di affinamento in bottiglia, di cui almeno 6 in botti di castagno o di rovere. Esistono anche delle sottozone di produzione del Cannonau: il Cannonau di Sardegna Capo Ferrato DOC, prodotto in provincia di Cagliari nei comuni di Villasimius, Villaputzu, San Vito, Muravera e Castiadas; il Cannonau di Sardegna Nepente Oliena DOC, prodotto nella provincia di Nuovo, nei comuni di Orgosolo e Oliena.

Grandi denominazioni del vino rosso sardo

Il Cannonau di Sardegna Jerzu DOC, nella provincia di Ogliastra, nei comuni di Jerzu, Cardedu, Tertenia, Osini, Ulassai e Gairo. La versione base si presenta rubino intenso, con profumi di frutta e fiori rossi, specie le prugne e i mirtilli, sorso caldo e di corpo. Il Carignano è un altro vitigno molto antico, probabilmente portato in Italia dai Fenici e diffusosi in Spagna, Francia e in alcune zone dell’Africa. Secondo il disciplinare di produzione il Carignano del Sulcis può essere prodotto con l’85% di uve Carignano, più un 15% di altre uve a bacca rossa, in alcuni comuni delimitati della provincia di Cagliari. Esistono diverse tipologie consentite: versione base, versione Riserva, Superiore, rosato, novello e passito. Tra le curiosità riguardanti questo vitigno c’è il suo allevamento, in genere ad alberello, una delle modalità più antiche, risalente alla Magna Grecia. La versione più tradizionale di questo rosso sardo ha un colore rubino, profumi di fiori rossi, dove spesso si percepisce la viola, note di more, lamponi, macchia mediterranea e buona speziatura, con sorso intenso e di corpo. Il Monica di Sardegna DOC è un’altra importante denominazione, prodotta nella provincia di Cagliari dall’omonimo e autoctono vitigno a bacca rossa. Il disciplinare di produzione prevede l’85% minimo di Monica, più il 15% di altre uve a bacca rossa. Esiste anche una versione frizzante.

Abbinamenti da provare

Tutti i rossi di Sardegna sono vini che si accompagnano perfettamente con i formaggi di media e lunga stagionatura, come un tipico pecorino. Col maialino sardo l’abbinamento tradizionale vuole il Cannonau, magari nella versione Riserva, mentre con un base potete avvicinarlo a carni meno saporite. Questo vino è ottimo anche con gli antipasti, con i risotti e con i primi piatti di pasta fresca, soprattutto se si tratta di quella tipica sarda, come i culurgiones o i malloreddus alla campidanese, con ragù di salsiccia. Esistono persino alcune ricette tipiche a base di Cannonau, come il filetto di manzo al Cannonau, la pecora brasata al Cannonau e il risotto Cannonau e pecorino. Le versioni Passite si abbinano in maniera perfetta a crostate di more o ciliege, semifreddi alla nocciola o al cioccolato, ma anche a formaggi stagionati. Nelle versioni liquorose invece, si può gustare insieme a dolci tipici della tradizione, crostate di more e pasticceria secca. Non dimenticatevi di assaggiarlo insieme alle sebadas, dolci tipici a base di pasta di semola con ripieno di formaggio, ai piricchittus, dolcetti ricoperti di glassa o alle pardulas, composte da ricotta e zafferano, tutti dessert che si sposano bene con la tannicità del Cannonau.

Sapori e aromi più armonici

Il Monica è un buon vino da tutto pasto, che si presta ad abbinamenti trasversali: da una merenda coi salumi e i formaggi, ad un arrosto sino a un primo col ragù. Provatelo quindi insieme ad una caciotta fresca, fiore sardo, una gallina con mirto, le impanadas oppure con dolci sardi. Volete qualche altro consiglio? Abbinatelo ad un secondo a base di carne rossa, come il maiale, oppure ad una pasta con ragù di salsiccia. Infine, il Carignano del Sulcis DOC, noto anche come “la perla di Sardegna”, si abbina bene a primi piatti con sughi di carne o conditi con pomodoro e formaggi, oppure a secondi di carne, come agnello al forno o allo scottadito, arrosti e brasati di manzo. Ma vediamo altri abbinamenti meno scontati, soprattutto a base di pesce. Alcuni esempi? Provatelo con dei tranci di tonno marinati in una salsa d’olio d’oliva, prezzemolo e cipolla, lardo, aceto bianco, sale e pepe e poi arrostiti. In alternativa, potete abbinare questo vino al Pilau, un piatto a base di aragosta, scampi e gamberoni, cucinati insieme a pomodori freschi, basilico, pepe, sale e fregola.