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PRIMITIVO DI MANDURIA ES

Codice Articolo: VFR01798 2019750

PRIMITIVO DI MANDURIA ES

€52.90
Codice Articolo: VFR01798 2019750

Denominazione

Primitivo di Manduria DOC

Uve

Primitivo

Annata

2019

Tipologia

Rosso

Regione

Puglia

Affinamento

Legno grande

Formato

0,75 l

Alcool

16.5 %

Occasione

Occasione importante

Abbinamento

Carni rosse

€52.90

Note di degustazione

Azienda giovanissima che riesce a imporsi già dopo pochi anni come un riferimento per i vini di una regione, ma anche del Sud Italia intero. Si ricordano le sue prime annate dai toni pioneristici, dove l’azienda produceva garage wines. Nel senso letterale: fino al 2016 la cantina era ubicata dentro all’annesso di un garage appartenente al proprietario. Annate in cui l’utilizzo coscienzioso, fino al maniacale, del Primitivo, lavorato rigorosamente in biodinamico, fa guadagnare al suo ES il tetto qualitativo del Primitivo di Manduria. E anche la sua bella notorietà: nel 2008 la bottiglia farà figura a centrotavola durante il summit del G8, in abbinamento ai formaggi. ES che nella disciplina freudiana richiama l’inconscio, quella parte istintiva e passionale a cui il vigneron pugliese ispira la sua produzione. Il Primitivo di Manduria Es proviene dalle terre rosse tipiche della zona, da uve coltivate ad alberello, necessario per fronteggiare l’implacabile caldo della Manduria. Irrigazione e concimazione severamente bandite. A fine agosto si inizia la vendemmia, dopo aver lasciato i grappoli ad un lieve appassimento in pianto. Dopo un’attenta cernita sul tavolo, i grappoli vengono messi in acciaio in macerazione sulle bucce per 15 – 20 giorni, per poi svinare e andare a maturare nove mesi in barriques, equamente divise fra primo e secondo passaggio. E infine la stabilizzazione, per ulteriori nove mesi, in bottiglia. Un rosso rubino scintillante, che preannuncia un naso dirompente costruito su uva passa, frutti rossi maturi, sospinti da un sottofondo di tabacco e spezie. In bocca la complessità si affianca a un perfetto equilibrio fra sapidità e pienezza del sorso, circondate da un tannino perfettamente composto che sublima in un corroborante finale mentolato. L’abbinamento voluto con i formaggi dei capi di stato può estendersi senza dubbio a primi e secondi piatti a base di carni rosse, anche di importante struttura.

CANTINA

L’avventura di Gianfranco inizia infatti solo nel 2004, con l’acquisto di un vecchio vigneto ad alberello di soli due ettari, poi portati a diciotto. “Un luogo speciale” - come ama definirlo lo stesso Gianfranco Fino - fatto di viti comprese tra i cinquanta e i novant’anni di età. La filosofia alla base del lavoro di Gianfranco e di sua moglie Simona è chiara e apparentemente molto semplice: una cura maniacale della vigna, rese bassissime, pochi interventi in cantina, unicamente mirati a valorizzare la naturale pulizia espressiva del primitivo. Oltre questo, anche la mission aziendale è stata, sin dal principio, chiara e apparentemente semplice, volta a produrre vini caratterizzati da una marcata identità territoriale, partendo da quelle vecchie vigne che, dai cinquant’anni d’età arrivano oggi, per l’appunto, anche a sfiorare il secolo di vita.

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